Rumore nelle scuole: 9 istituti su 10 fuori norma

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In classe più rumore che al bar: quando l’acustica scolastica ostacola l’apprendimento


CORREIRE DELLA SERA

Uno studio dell’Università di Brescia rivela che 9 scuole su 10 superano i limiti acustici.
Rumore eccessivo, riverberazione fuori norma e conseguenze dirette su studenti e insegnanti.

In molte scuole italiane il rumore in aula raggiunge livelli paragonabili a quelli di un ristorante affollato.
Un problema strutturale, spesso ignorato, che compromette l’apprendimento degli studenti e incide sulla salute
degli insegnanti. A certificarlo è uno studio dell’Università di Brescia che fotografa una situazione diffusa e preoccupante.

Aule scolastiche rumorose come sale concerto

Il monitoraggio, condotto dal laboratorio di Acustica Applicata dell’Università di Brescia su 25 aule di 13 istituti,
ha evidenziato tempi di riverberazione nettamente superiori ai limiti consentiti dalla normativa italiana.

Il tempo di riverberazione indica quanto a lungo il suono rimane “attivo” in un ambiente dopo essere
stato emesso. Nelle scuole italiane il valore massimo consentito è di 1,2 secondi, ma nelle aule
analizzate si registrano valori compresi tra 1,5 e 2,3 secondi, con punte fino a 3 secondi.

Valori tipici di chiese e sale da concerto, ambienti progettati per amplificare il suono e non per favorire
la comprensione del parlato.


Decibel fuori scala nelle classi

Oltre alla riverberazione, lo studio ha misurato anche il livello di rumore di fondo.

  • Livello consigliato nelle scuole: 45 dB
  • Picchi rilevati nelle aule: fino a 70 dB

Per confronto, un concerto dal vivo può raggiungere i 90 dB.
Secondo l’ingegnere e tecnico acustico Anna Marchesini, coordinatrice della ricerca,
si tratta di livelli completamente inappropriati per un ambiente educativo.


Nove scuole su dieci fuori norma

I dati parlano chiaro: 9 istituti su 10 risultano non conformi rispetto ai tempi di riverberazione
previsti dalla normativa italiana, che non prevede sanzioni ed è già permissiva rispetto agli standard internazionali.

  • Norvegia: 0,6 secondi
  • Francia: 0,4 secondi

Valori progettati per garantire l’ascolto anche agli studenti con difficoltà uditive.


Rumore, apprendimento e stress

Le conseguenze di un’acustica inadeguata non sono solo teoriche. Numerosi studi dimostrano che il rumore:

  • rallenta l’apprendimento
  • aumenta il numero di errori
  • provoca affaticamento cognitivo
  • incrementa stress e problemi vocali negli insegnanti

Gli studenti ipoacusici risultano particolarmente penalizzati, ma anche gli studenti normoudenti
subiscono un peggioramento delle prestazioni.


Migliorare l’acustica è possibile (e sostenibile)

Uno degli aspetti più rilevanti riguarda i costi degli interventi. Con circa 2.000 euro
è possibile installare un soffitto fonoassorbente efficace. Intervenendo su più aule,
il costo unitario può diminuire ulteriormente.

Un investimento contenuto se confrontato con i benefici in termini di qualità didattica,
salute, inclusione e riduzione dello stress.


Il rumore non è un dettaglio

L’acustica è una componente strutturale della qualità educativa. Ignorare il problema significa
accettare ambienti di apprendimento meno efficaci e più stressanti.

Investire in acustica significa investire nel futuro della scuola.


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Tag: rumore scolastico, acustica nelle scuole, tempo di riverberazione,
inquinamento acustico, benessere acustico, stress da rumore, fonoassorbimento

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